GLI SCAVI PRESSO LE MURA DI TEODOSIO II A CARTAGINE (anni 1973-77). Antonino Di Vita – Andrea Carandini

E’ uscito il volume di Lucilla Anselmino Balducci, Clementina Panella e Carlo Pavolini su Cartagine, Scavi italiani 1973-1977, LRMA DI BRETSCHNEIDER 2026.

Vedi Attilio Mastino, L’archeologia italiana nel Maghreb e nei paesi del Mediterraneo occidentale, in Tavola rotonda su “La ricerca scientifica quale strumento per lo sviluppo socio-economico del Mediterraneo”, Conferenza annuale della ricerca, Roma 21-25 ottobre 1996, Accademia dei Lincei e Consiglio Nazionale delle ricerche, Atti dei Convegni Lincei 137, Roma 1998, pp. 581-629:  <<Per quanto riguarda la Tunisia, si deve innanzi tutto richiamare la presenza – purtroppo interrottasi negli ultimi anni – di archeologi italiani impegnati nella campagna lanciata fin dal 197-2 dall’UNESCO «Salvare Cartagine», che vede impegnate circa dieci équipes straniere (canadesi, statunitensi, francesi, tedesche, inglesi, danesi, svedesi ecc.) operanti nel territorio urbano di Cartagine>>.

La missione italiana a Cartagine, diretta da Antonino Di Vita, ha operato tra il 1973 e il 1977 nel quadro del progetto UNESCO per la salvaguardia della metropoli antica. Il volume raccoglie i risultati degli scavi archeologici effettuati nel sito, diretti da Andrea Carandini, volti a verificare i limiti della città romana., i rapporti tra centuriazione rurale e impianto urbano, fra progetto urbanistico e sua realizzazione, tra città e necropoli. Le stratigrafie  e i reperti delle tre aree sottoposte ai quesiti posti ad indagine, situati in uno dei settori meno conosciuti di Cartagine, ma decisivi per dare risposte ai quesiti posti dall’intervento sul campo, sono illustrati in dettaglio insieme ad un ampia selezione di grafici, disegni e foto. Strade, insulkae, monumenti (mura difensive di Teodosio II e porta di ingresso alla  città), cimiteri (punici, romani, vandali) compaiono all’interno di un racconto in cui la rinascita (la colonia augustea del 29 a.C.) e la fine della città (la cattura per mano araba e la distruzione della città del 698 d.C.). trovano un riscontro puntuale nella documentazione archeologica.-