Hédi Slim (1935-2019)

Con dolore annunciamo la scomparsa del collega tunisino, il nostro carissimo Hédi Slim: con noi aveva fondato i Convegni de L’Africa Romana partecipando al primo convegno a Sassari nel dicembre 1983 con una relazione su Recherches preliminaires sur les amphitéathres romains de Tunisie. Sua moglie Latifa aveva parlato di un cimitero di bambini a Thysdrus. Sui manifesti e in copertina del primo volume avevamo messo il mosaico dei Navicularii Syllectini che aveva fatto riprodurre in copia per il Museo di Salakta, prendendolo da quello originale, molto danneggiato, del teatro di Ostia.
Lo ricordiamo ammalato di cuore, tanto da non poter fare le scale di Palazzo Ciancilla a Sassari, dove aveva tenuto una conferenza a piano terra sull’architettura domestica romana in Africa proconsolare. Poi ci eravamo spostati per sentire la conferenza su Apuleio di Marcel Le Glay alla Camera di commercio.
Da allora abbiamo avuto tante occasioni di incontro diverse, a casa sua a Tunisi, nel suo museo di Thysdrus, presso i tre anfiteatri di El Djem.
Lascia il ricordo dolce di un amico vero, che non dimenticheremo
Attilio Mastino

https://www.facebook.com/notes/amvppc-agence-de-mise-en-valeur-du-patrimoine-et-de-promotion-culturelle/adieu-si-h%C3%A9di-slim-1936-2019/1600500880080902/

 

Habib Ben Hassen (31/12/1944 – 15/02/2019)

Con Habib Ben Hassen scompare un ricercatore, un collega, un amico con cui le équipes italiane in Tunisia e in particolare quella dell’Università degli studi di Cagliari hanno condiviso in tanti anni momenti importanti nella ricerca e indimenticabili nell’amicizia.
Di lui vogliamo ricordare dal punto di vista professionale la grande curiosità intellettuale, l’abnegazione per il suo lavoro e il suo alto senso del dovere che ne hanno fatto un eccellente funzionario, esempio per i più giovani.
Dal punto di vista personale il ricordo si fa più doloroso ed è difficile, in questo momento così duro, riuscire a esprimere compiutamente il nostro sgomento e il profondo dolore per la sua perdita. Ci stringiamo intorno a tutti coloro che gli hanno voluto bene, in primo luogo la signora Hana, Medhi e Rim che Habib ha amato profondamente.
Il professor Ben Hassen si è dimostrato negli anni un grande amico dell’Italia, della Sardegna e in particolare dell’Università degli Studi di Cagliari con cui ha collaborato ininterrottamente per circa 20 anni realizzando progetti, creando opportunità per i più giovani e facendo in modo che tutti noi ci trovassimo sempre ben accolti e a nostro agio in Tunisia.
Al suo affetto a volte un po’ ruvido e alla squisita accoglienza sua personale e della sua famiglia dobbiamo il fatto di avere sempre trovato a Tunisi, a Gammarth e a Oudhna un sentore di casa e il fatto di non esserci mai sentiti soli, ma circondati da amici sempre pronti a darci il loro aiuto e su cui poter contare in qualsiasi momento.
Il ricordo dell’affetto del prof. Ben Hassen per la Sardegna è per noi motivo di orgoglio e nello stesso tempo di rimpianto, nel prendere coscienza che Habib non potrà più venire qui ancora una volta da noi a trovarci in quella Sardegna e in quella Cagliari che amava tanto.
Grazie Habib, di tutto.

Antonio M. Corda

https://www.facebook.com/notes/amvppc-agence-de-mise-en-valeur-du-patrimoine-et-de-promotion-culturelle/la-derni%C3%A8re-r%C3%A9v%C3%A9rence-du-jupiter-uthinensis-habib-ben-hassen-31121944-15022019/1595954307202226/?sfnsn=mo

Una recensione di Emanuele Gentile al volume su Carthage

AA.VV. “Carthage, Maîtresse de la Méditerranée, Capitale de l’Afrique” (Institut National du Patrimoine/Saic/Agence de Mise en valeur du Patrimoine et de la Promotion Culturelle)

Un meraviglioso omaggio a una delle città più importanti della storia del Mediterraneo
di Emanuele G. – domenica 20 gennaio 2019

Sono venuto a conoscenza della pubblicazione di “Carthage, Maîtresse de la Méditerranée, Capitale de l’Afrique” consultando la pagina Facebook della Scuola Archeologica Italiana di Cartagine (in sigla: SAIC) e per me è stato un colpo di fulmine. Si un vero e proprio colpo di fulmine in quanto da sempre sono amante della storia del Mediterraneo. E Cartagine di questa storia ne è stata protagonista assoluta. Anzi la città faro. Non per nulla il libro utilizza due termini per definirla (intendo dire Cartagine): “Maîtresse” e “Capitale”. “Maestra” del Mediterraneo e “Capitale” dell’Africa. Sans va sans dire che i due topoi di riferimento per la millenaria storia di Cartagine sono rappresentati per l’appunto dal Mediterraneo e dall’Africa. Entità geografiche che hanno costruito il DNA su sui si è evoluta la sequela storica della città situata nell’odierna Tunisia.

Il libro nasce da un accordo fra enti di studio e ricerca sulla storia e la valorizzazione del patrimonio della Tunisia nonché sull’archeologia cartaginese quali l’Institut National du Patrimoine, la già citata Saic e l’Agence de Mise en valeur du Patrimoine et de la Promotion Culturelle. Il pool di ricercatori è stato coordinato dai professori Samir Aounallah e Attilio Mastino, mentre l’adattazione è opera dei professori Francois Baratte e Louis Maurin. Il voluminoso volume – è proprio il caso di dirlo! – è stato pubblicato a gennaio dell’anno scorso e consta di oltre 400 pagine.

“Carthage, Maîtresse de la Méditerranée, Capitale de l’Afrique” è un’opera monumentale in quanto per la prima volta si opera una sintesi approfondita e puntuale sulla città di Cartagine. Fino ad oggi erano sì stati pubblicati libri su tale illustrissima città. Tuttavia erano parziali e non onnicomprensivi. Per la prima volta, dunque, Cartagine è oggetto di uno straordinario lavoro di analisi, sintesi e studio a 360° gradi che comprende tutti gli aspetti atti a conoscere a fondo l’identità della “Città Nuova”. In fenicio Cartagine significa “Città Nuova” in quanto furono proprio i fenici provenienti da Tiro a fondarla nel IX° secolo avanti Cristo.

Tale meraviglioso volume diventerà certamente un c.d. “livre de chevet” perché finalmente contribuisce in maniera decisiva e puntuale a delucidare sui mille aspetti della storia di codesta sublime città. Un esempio su tutti. Si crede che la storia di Cartagine finisca con la III^ Guerra Punica. Niente di più sbagliato. Cartagine ha continuato ad avere un’importante e splendida funzione storica fino alla dominazione araba. E’ con gli arabi che Cartagine termina la sua sequela storica. Fra la sua fondazione e la sua fine, Cartagine ha svolto un ruolo di primaria importanza – come pochi – nella storia del “Mare Nostrum”. Aspetto che dovrebbe essere meglio evidenziato dall’insegnamento della storia nelle scuole italiane. Un insegnamento spesso lacunoso e superficiale.

Il libro è una caterva di informazioni, annotazioni, riflessioni e puntualizzazioni da lasciare davvero sorpresi. Piacevolmente sorpresi. “Carthage, Maîtresse de la Méditerranée, Capitale de l’Afrique” non è un semplice libro di storia. Tengo a precisare tale concetto. Si affronta la complessa e maestosa materia operando mediante un lavoro memorabile di sintesi fra un’infinità di elementi. Abbiamo la storia tout court. Abbiamo l’epigrafia. Abbiamo l’archeologia. Abbiamo l’economia. Abbiamo le arti. Abbiamo la geografia. Abbiamo la linguistica. Abbiamo la religione. Abbiamo la geopolitica. Abbiamo la sociologia.

Insomma, Cartagine viene analizzata sotto ogni aspetto. Senza risparmiare sforzi e lavoro. Quando si giunge alla fine del volume si ha la sensazione di una profonda soddisfazione da parte di chi ha letto “Carthage, Maîtresse de la Méditerranée, Capitale de l’Afrique”. E’ il piacere, cioé, di essere riusciti ad entrare in perfetta sintonia con lo spirito più autentico e possente della millenaria storia di Cartagine. “Carthage, Maîtresse de la Méditerranée, Capitale de l’Afrique” è una meravigliosa opera culturale perché soddisfa in pieno l’obiettivo di qualsiasi iniziativa culturale: ossia la voglia di sapere. Mi sono fatto un bel regalo davvero volendo abbracciare questo volume che ha fin da ora un posto di preminenza nella mia personale biblioteca.

E visto quanto sta accadendo nel Mediterraneo una maggiore attenzione alla sua storia – storia facondissima di cui Cartagine è una pietra preziosa senza pari – non sarebbe atto inverecondo e avventanto. Anzi…

Nominato il Comitato Scientifico e il Comitato di redazione di Epigraphica 2019

 
Il Comitato Scientifico di “Epigraphica” sarà composto da:
 
Attilio MASTINO, direttore <mastino@uniss.it>
Maria BOLLINI, condirettore <maria.bollini@unife.it>
Giulia BARATTA (Macerata) <giubaratta@yahoo.de>
Alain BRESSON (Bordeaux) <abresson@uchicago.edu>
Antonio M. CORDA (Cagliari) <mcorda@unica.it>
Paola DONATI <paola.donati@unibo.it>
Giovanni MARGINESU (Sassari) <marginesu@uniss.it>
Marc MAYER (Barcelona) <mayerolive@yahoo.es>
Stephen MITCHELL (Exeter) <mitchank@gmail.com>
Paola RUGGERI (Sassari) <ruggeri@uniss.it>
Antonio SARTORI (Milano) <antonio.sartori@fastwebnet.it>
Marjeta ŠAŠEL KOS (Ljubljana) <mkos@zrc-sazu.si>
Manfred SCHMIDT (Berlin) <mgs@custos-corporis.com>
Christian WITSCHELL (Heidelberg) <christian.witschel(at)zaw.uni-heidelberg.de>
Raimondo ZUCCA (Sassari) <momoz1967@gmail.com>
 
Il Comitato di redazione sarà composto da:
Valeria CICALA <Valeria.Cicala@regione.emilia-romagna.it>
Maria Bastiana COCCO <mbcocco@uniss.it>
Piergiorgio FLORIS <pgfloris@unica.it>
Federico FRASSON <federico.frasson@gmail.com>
Daniela RIGATO <daniela.rigato@unibo.it>.
 
Nella foto: Dougga, tempio di Caelestis 

ÉCOLE ARCHÉOLOGIQUE ITALIENNE DE CARTHAGE Documentation, Formation et Recherche

SAIC. SCUOLA ARCHEOLOGICA ITALIANA DI CARTAGINE

Documentazione, formazione e ricerca

ÉCOLE ARCHÉOLOGIQUE ITALIENNE DE CARTHAGE

Documentation, Formation et Recherche

 

Qui nous sommes

La « Scuola Archeologica Italiana di Cartagine. Documentazione, formazione e ricerca (SAIC) » est une Société Scientifique sans but lucratif, qui vise à promouvoir la coordination entre les initiatives de la coopération culturelle italienne dans la région méditerranéenne. De cette façon, elle souhaite appuyer les possibilités de recherche, formation et diffusion des connaissances et mettre en valeur les apports de chaque initiative individuelle, tout en contribuant activement au dialogue interculturel et aux politiques de développement de la Tunisie et plus généralement des Pays du Maghreb   

SAIC«ScuolaArcheologicaItaliana di Cartagina. DocumentazioneFormazione e ricerca»

Fondée en Février 2016, la SAIC se propose comme la voix de la communauté scientifique italienne intéressée aux civilisations de la Méditerranée ancienne, au sujet des sciences historiques, archéologiques et de l’Antiquité, l’histoire de l’art, la conservation, la restauration et la mise en valeur du patrimoine culturel.

La SAIC est en pleine croissance, en raison du nombre toujours croissant de tous ceux qui demandent d’y adhérer, à la fois des chercheurs spécialistes, des institutions, des départements universitaires et des centres de recherche, tant en Italie qu’en Tunisie, en France, en Espagne.Le Statut de la SAIC prévoit un nombre limité de « Membres Ordinaires » (ceux qui sont promoteurs de projets de recherche dans les pays de l’Afrique du Nord et les représentants des institutions signataires d’accords de coopération transfrontalière), de nombreux « Membres Honoraires » (ceux qui sont ou qui ont été engagés dans la recherche, la formation, la documentation et la préservation du patrimoine culturel, ainsi que les étudiants de disciplines liées aux domaines scientifiques connexes) et des « Membres Bienfaiteurs » (personnes physiques ou morales qui soutiennent les activités de la SAIC par des donations ou par d’autres formes d’aide). Il y a enfin la catégorie des « Membres Correspondants » formée par des collègues étrangers ou vivant à l’étranger. La participation à la vie de la Société est définie par un Règlement intérieur élaboré par le « Conseil Scientifique » et adopté par l’« Assemblée » des Associés.

La SAIC est autonome, mais elle fonctionne d’un commun accord avec les autorités locales concernées (pour la Tunisie : l’Agence de Mise en Valeur du Patrimoine et de Promotion Culturelle et l’Institut National du Patrimoine), avec le Ministère des Affaires Etrangères et la Coopération Internationale italien, l’Istituto Italiano di Cultura et l’Ambassade d’Italie à Tunis, d’une part, et avec beaucoup d’autres associations académiques et scientifiques, Fondations, Universités, Institutions régionales, nationales et internationales de l’autre, tant pour la coopération que pour l’appui ou le patronage.

 

SAIC soutient ses initiatives grâce à la contribution de plusieurs bienfaiteurs, notamment la Fondazione di Sardegna, et aux cotisations de ses adhérents.ت  Où nous sommes

L’École Archéologique Italienne de Carthage a plusieurs sièges, en Italie et en Tunisie.

Le siège principal et statutaire se trouve auprès de l’Université de Sassari, Dipartimento di storia, scienze dell’uomo e della formazione, Viale Umberto, 52 (07100 – Sassari).

Le centre opérationnel en Tunisie est basé à l’Istituto Italiano di Cultura, 80, avenue Mohamed V (1002 – Tunis).

Dipartimento di storia, scienze dell’uomo e della formazione, Viale Umberto, 52 (07100 – Sassari)

 

L’administration du site et la rédaction de la Revue de la SAIC sont installées à l’Université de Cagliari, Dipartimento di storia, beniculturali e territorio, section Cittadella dei Musei, Piazza Arsenale, 1 (09124 – Cagliari).

La « Bibliothèque SabatinoMoscati », crée par la SAIC, est en Tunisie : elle a été initialement établie dans les locaux de l’Agence de Mise en Valeur du Patrimoine et de Promotion Culturelle, Rue Chott Meriam – Monplaisir (1002 – Tunis), et ensuite placée dans les locaux du Musée National de Carthage, Place de l’UNESCO – Colline de Byrsa (2016 – Carthage).

 

Dipartimento di storia, beniculturali e territorio, section Cittadella dei Musei, Piazza Arsenale, 1 (09124 – Cagliari).

Ce que nous faisons

L’objectif général de l’École Archéologique Italienne de Carthage est d’agir dans le domaine de la documentation, la formation, la recherche, la conservation et la mise en valeur du patrimoine archéologique.

Pour ce faire, le « Président » de la SAIC conclut des accords de coopération scientifique avec les institutions chargées de l’enrichissement, de la sauvegarde et de la valorisation du patrimoine culturel. L’École contribue à la formation des jeunes et encourage l’organisation de cours intensifs, des stages, des masters et des doctorats, par le biais d’accords signés avec les universités italiennes et étrangères.

Elle organise aussi des symposiums, des conférences et des séminaires sur la protection du patrimoine et la coopération culturelle.

 

La SAIC a également créé une bibliothèque spécialisée dans les domaines de l’archéologie, des sciences de l’Antiquité, de l’histoire de l’art et des technologies appliquées au patrimoine culturel. Cette bibliothèque, qui est intitulée à SabatinoMoscati, a été inaugurée à Tunis le 6 Octobre 2017, par le don généreux de plus de 6.000 livres appartenant à l’illustre maître italien, qui ont été offerts par ses héritiers, ses deux filles Laura et Paola Moscati. L’École contribue maintenant à l’accroissement et à la mise en œuvre de la bibliothèque, par des volumes supplémentaires donnés par les Associés, son catalogage et son utilisation en ligne.

 

La SAIC a également démarré un projet éditorial pour la diffusion rapide des résultats de la recherche de ses Associés et de ceux qui en partagent intérêts et objectifs scientifiques. En effet, une nouvelle Revue (CaSteR) a été créée à périodicité annuelle et une nouvelle série de volumes (« Le monografiedella SAIC ») a été mise en place. Parallèlement, un Site web et une Page du réseau social Facebook ont ​​été conçus pour tous ceux qui s’intéressent à l’Afrique du Nord et à la Méditerranée antique.

 

Nos publications

CaSteR, « Cartagine. Studi e Ricerche », est une Revue de recherche de libre accès, parrainée par un Conseil scientifique international et évaluée par un Comité de lecture (open acces et peerreviewed). Elle se trouve dans les principaux moteurs d’indexation bibliographique, classée comme Revue scientifique internationale par l’European Reference Index for the Humanities and Social Sciences (ERIH Plus). CaSteR est publiée annuellement à partir de 2016, en deux éditions, en ligne et sur papier.

Parallèlement, la série « Le monografiedella SAIC » est une initiative lancée en 2017, elle aussi en deux éditions, en ligne et sur papier. Nous croyons en effet à l’importance et à la valeur même symbolique de la réalisation d’une série de publications concernant le contexte territorial de l’Afrique du Nord, distribuées en accès libre et dédiées à l’histoire, l’archéologie et l’épigraphique, avec de nouvelles perspectives, telles que l’anthropologie et l’histoire des religions du monde ancien, l’histoire du genre et la valorisation des gisements culturels.

 

La sphère culturelle, tant de la Revue que de la Série, est celle des sciences historiques, de sciences de l’antiquité et du patrimoine. Le cadre temporel de référence va de la préhistoire à la période fatimide (XII sec.), alors que du point de vue géographique la zone retenue est celle de l’Afrique du Nord (en particulier la Tunisie et les Pays du Maghreb) qui constitue à la fois un espace géographique physique et un terme culturel de comparaison pour les études portant même sur des aspects communs à d’autres régions et sur les échanges matériels et culturels. Une attention particulière est accordée aux études portant sur les aspects liés à la muséalisation, à la restauration des monuments, aux questions de la mise en valeur des gisements culturels, matériels et immatériels.

 

La cible des responsables de la Revue et de la Série est d’encourager la recherche interdisciplinaire dans les domaines identifiés ci-dessus, pour l’Afrique du Nord et en particulier pour la Tunisie, tout en présentant les publications de la SAIC comme des « bols d’échange et de discussion », non seulement parmi les membres de la communauté des spécialistes du secteur, mais aussi entre les différents groupements académiques et la société civile, au-delà de toutes les barrières.

Pour nous, le choix de la distribution électronique, en ligne et de libre accès, est un gage de démocratie, de diffusion capillaire des idées et de libre accès pour tous à la connaissance.

 

Comment adhérer

La demande d’adhésion à la SAIC peut être compilée à l’aide d’un formulaire disponible sur le site web de l’École ; elle doit être accompagnée d’un curriculum vitae attestant d’un intérêt pour les objectifs de notre Société scientifique.

La candidature et le curriculum doivent être envoyés par courrier électronique au Président de la SAIC, prof. AttilioMastino (mastino@uniss.it) et au Secrétariat de la l’École (segretario@scuolacartagine.it).

La cotisation est de 50 euros par an (120 DT pour les Membres Correspondants résidant dans les pays du Maghreb). Toutes les institutions sont exemptées du paiement de la cotisation..

Comment nous rejoindre

Pour plus d’informations sur la SAIC, visitez le Site : https://www.scuolacartagine.it.

Pour plus de détails sur la Revue CaSteR, pour la soumission d’un article, ou si vous voulez vous proposer en tant que Réviseur, visitez le Site : http://ojs.unica.it/index.php/caster.

Pour recevoir de l’aide à l’avance, ou suivre votre article accepté, écrivez à l’adresse électronique : redazione.caster@gmail.com.

Pour soumettre le projet d’une monographie scientifique, envoyez la correspondance à : ruggeri@uniss.it.

Suivez-nous sur la page Facebook : @scuolaCartagine.

 

LA SCOMPARSA DI NOEL DUVAL (Chesnay, 24 dicembre 1929-14 dicembre 2018)

 
A 90 anni di età è scomparso ieri il nostro Maestro Noël Duval. Storico, archeologo e epigrafista francese, era specialista della tarda antichità.
Ce lo comunica con queste parole il nostro amico Mohamed-Arbi Nsiri dell’Università di Paris-Nanterre:
<<Monsieur Attilio Mastino,
Le Pr. Noël Duval s’est éteint. Disparaît un très grand spécialiste de l’Afrique du Nord et de l’Antiquité tardive. A l’instar de Claude Lepelley, il a appliqué l’exploitation des sources patristiques et archéologiques à l’étude de la vie municipale, démontrant, de manière entièrement novatrice, que l’institution de la cité se maintenait d’une façon effective jusqu’à la fin de l’Antiquité contrairement aux idées reçues de déclin ou de récession.
La personnalité de l’homme était impressionnante, à la mesure de l’œuvre, et la cuirasse se fendait souvent pour laisser entrevoir une sensibilité attentive>>.
 
Per parte nostra vogliamo ricordare i suoi interventi ai convegni internazionali su “L’Africa Romana”: al IV (Sassari 1986) con una relazione su L’épigraphie chretienne de Sbeitla (Sufetula et son apport historique”; all’VIII convegno (Cagliari 1990) con La basilique de Bénian (Ala Miliaria) est-elle un remploi du principia militaires e con la presentazione degli Actes di IVe Colloque d’histoire et d’archéologie de l’Afrique du Nord; al X (Oristano 1992) con la presentazioni del colloquio di Avignone 1990 e del volume sulle basiliche cristiane d’Algeria. Nel 1993 aveva fine scritto la presentazione del XIII volume de L’Africa Romana dedicato a Geografi, viaggiatori, militari nel Maghreb: alle origini dell’archeologia nel Nord Africa (Djerba 1998).
Nel 1953 Duval aveva iniziato come ricercatore presso l’Istituto storico romano. È stato membro della Scuola francese di Roma (1953-1955), assistente di storia all’Università di Tunisi (1955-1957), poi al Centro nazionale francese per la ricerca scientifica (1962-1963), alla Scuola del Louvre; insegnante in ruolo dal 1963 al 1969 di storia antica e archeologia presso le università di Lille e di Nantes. Nel 1960 si è interessato sia dell’archeologia ispanica e catalana e dal 1976 è stato professore alla Paris IV, Paris-Sorbonne dove ha insegnato tarda antichità e arte bizantina dell’epoca medievale. Ha lavorato fino al 1992 e poi è diventato un membro di Reial Academia de Ossa Lletres a Barcellona. Dal 1990, ha concentrato la sua attività accademica sull’opera latina Historia Augusta e nel 1994 gli è stata conferita la laurea honoris causa dall’Università di Ginevra. Ha insegnato archeologia presso l’Università autonoma di Barcellona. Duval è stato eletto fellow emeritis all’Università di Parigi nel 2007.
Condoglianze di cuore a tutti i parenti, gli allievi, gli amici.